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Giovanni Battista Cima
La prima traccia riguardante Giovanni Battista Cima la si trova a Conegliano: è un registro delle tasse dove nel 1473 viene censito come cittadino contribuente avendo compiuto 14 anni (all'epoca tutti coloro avessero compiuto 14 anni erano tenuti a versare le tasse). Di conseguenza si può immaginare che sia nato intorno agli anni 1459 - 1460.
Ben poco ci è giunto riguardante la sua formazione nel coneglianese. Il primo dipinto che gli viene attribuito è la Pala di Vicenza del 1489.
La sua cultura artistica risente della vicinanza di Dario da Pordenone ed Antonio Rosso da Cadore anche se non è mai diventato un loro allievo.
Intorno al 1487 - 1488 Giovanni Battista Cima abbandona Conegliano per trasferirsi a Venezia.
Tornerà comunque con frequenza nelle terre natie e la cultura coneglianese si intravede in tutte le sue opere ambientate sempre in ambienti familiari con vedute non dissimili dai panorami che il Cima aveva visto sin da bambino.
A Venezia prende casa a San Luca dove convolerà a nozze per due volte e farà battezzare i suoi otto figli.
In quel periodo lavora nella bottega di Alvise Vivarini, amico di Giovanni Bellini del quale assorbe lo stile.
Ben presto apre una propria bottega specializzandosi in pale d'altare. Pare che negli anni più prolifici della sua produzione si sia recato con frequenza a Carpi, Bologna e Parma.
Frequentissimi sono i suoi soggiorni a Conegliano dove non dipinge per soldi ma per passione dando vita a capolavori inestimabili.
In quel tempo Giovanni Battista Cima dedicò molte enregie al giovane Giorgione, giunto dalla vicina Castelfranco alla sua bottega in Venezia.
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Il Cima muore in data incerta, forse il 3 settembre 1517 oppure il 3 settembre 1518, comunque il luogo è sicuro: la sua amata Conegliano, dove si era recato per un periodo di riposo. I suoi funerali ebbero luogo forse a Venezia presso la Chiesa dei Frari (antico ritrovo dei pittori veneziani) o a Conegliano nella Chiesa di San Francesco.